Il Territorio

Nel ponente genovese, l’area storica della coltivazione di Basilico Genovese DOP, il basilico per il consumo fresco viene coltivato in serre che sorgono in “fazzoletti di terra” e piccoli terrazzamenti, costruiti e mantenuti dall’opera eroica dell’uomo.

Nel corso degli ultimi secoli infatti, si è combattuta una battaglia silenziosa tra l’uomo e la natura su queste aspre colline, per ottenere modesti lembi di terra da coltivare sulle famose “fasce”.
Un ridotto spazio di coltura, un compito reso ulteriormente difficile a causa della morfologia e della composizione del terreno in zona, che non permette un’elevata possibilità di meccanizzazione, né una facile agibilità, senza considerare la redditività molto bassa del suolo e il fatto che i terrazzamenti debbano essere costantemente oggetto di azioni di manutenzione.

A questo si aggiunge la laboriosità di una tecnica di raccolta che è caratteristica, accurata e artigianale: quella fatta esclusivamente “a mano” che richiede tempi elevati e manodopera specializzata, aspetti che si traducono in maggiore costo del lavoro rispetto ad altre metodologie.

Le particolari tecniche di raccolta e la morfologia del terreno conferiscono al Basilico Genovese Dop un aspetto, un aroma e un gusto unico e inimitabile. Purtroppo, questi elementi che rendono peculiare il prodotto, sono anche gli aspetti che danno luogo a una produzione ridotta e molto onerosa.

Nel mercato attuale queste caratteristiche però sono poco conosciute, tanto da non garantire un valore maggiore a questa produzione di nicchia, che ha inevitabilmente costi di produzione più̀ elevati rispetto alle altre colture. Ciò̀ si traduce nella difficoltà a ottenere una migliore remunerazione del prodotto, anche all’interno della stessa denominazione.

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